- Iniziate disegnando un piccolo cerchio
- Disegnate un secondo cerchio delle stesse dimensioni e tracciate le rispettive curve della pancia e della schiena del cavallo
- Disegnate la struttura del collo e della testa utilizzando come punto di incontro un terzo cerchio più piccolo
- Aggiungete la parte superiore delle zampe
- Disegnate i dettagli delle orecchie, coda, zoccoli e criniera
Il cavallo che vola: come nacque il cinema grazie a una scommessa e a 24 macchine fotografiche
Vi siete mai chiesti come facevano gli scienziati e gli artisti del passato a studiare i movimenti troppo veloci per l’occhio umano? Oggi basta fare un video in slow-motion con lo smartphone, ma alla fine dell’Ottocento le cose erano molto diverse. La soluzione arrivò grazie a un animale, a una scommessa e a un’invenzione straordinaria: la cronofotografia.
La scommessa: i cavalli volano?
Tutto iniziò nel 1872 in California. Un ricco proprietario di cavalli, Leland Stanford, sosteneva che durante il galoppo il cavallo staccasse completamente tutti e quattro gli zoccoli da terra contemporaneamente. All’epoca molti non ci credevano: l’occhio umano non riusciva a cogliere un movimento così rapido, e nei quadri i cavalli al galoppo venivano sempre dipinti con le zampe tese, come se stessero “volando” a pancia in giù. Per risolvere il mistero, Stanford assunse un fotografo geniale e un po’ spericolato: Eadweard Muybridge.
L’esperimento delle 24 macchine fotografiche

Muybridge inventò un sistema incredibile per l’epoca. Posizionò 24 fotocamere una fila dopo l’altra lungo una pista da corsa. Davanti a ogni macchina tese un filo invisibile collegato all’otturatore (il pulsante che scatta la foto). Nel 1878 fece correre un cavallo da corsa chiamato Sallie Gardner su quella pista. Correndo, il cavallo spezzò uno dopo l’altro i fili, facendo scattare le macchine fotografiche in sequenza automatica.
Il risultato? Una serie di 24 fotografie che mostravano, frazione di secondo per frazione di secondo, ogni singola fase del galoppo.
Che cos’è, quindi, la Cronofotografia?
La parola spiega già tutto se la dividiamo in tre parti che derivano dal greco antico:
- Chrónos = Tempo
- Phôs = Luce
- Graphía = Scrittura
Significa letteralmente “scrivere il tempo attraverso la luce”. È la tecnica che registra in un’unica immagine o in una serie di immagini diverse posizioni di un soggetto in movimento, a intervalli di tempo regolari. Poco dopo Muybridge, in Francia, lo scienziato Étienne-Jules Marey migliorò questa tecnica inventando il fucile fotografico, capace di scattare diverse foto sullo stesso pezzetto di pellicola (proprio come lo scatto continuo del vostro telefono!).
La scoperta e la nascita del cinema
Grazie alle foto di Muybridge, la scommessa fu vinta: sì, il cavallo stacca tutti e quattro gli zoccoli da terra, ma lo fa quando le zampe sono raccolte sotto la pancia, e non distese come pensavano i pittori!
Ma la cosa più importante è un’altra. Muybridge inventò anche uno strumento (lo zooprassiscopio) per proiettare queste immagini in rapida successione su un muro. Guardandole scorrere velocemente, l’occhio umano veniva ingannato e vedeva il cavallo muoversi davvero. Senza saperlo, Muybridge e la sua cronofotografia avevano appena inventato l’antenato del cinema e dei cartoni animati.

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