1-Disegniamo il corpo dell’insetto, allungato e composto da testa, torace e addome.
2-Disegnamo gli occhi
3-Aggiungiamo le ali e riproduciamo lo stesso disegno sul lato opposto mantenendo la simmetria. Disegniamo antenne e zampe dell’insetto
4-Dall’osservazione di una foto, riproduciamo i dettagli sulle ali ed eventualmente procediamo colorando.
Le nature morte di Jan van Kessel, tra fiori, farfalle e teschi.
L’autore di questo quadro si chiama Jan van Kessel il Vecchio: era un pittore nato in Belgio nel 1626 e faceva parte di una famiglia famosa di artisti, pensate che suo nonno era il celebre Jan Brueghel!

Un dipinto davvero speciale dell’epoca barocca, un periodo in cui gli artisti amavano nascondere piccoli messaggi segreti nelle loro opere. Jan van Kessel era bravissimo a dipingere con una precisione quasi da scienziato la natura, come fiori, conchiglie e soprattutto insetti. Questo suo dipinto appartiene a un genere chiamato “Vanitas”, una parola latina che indica le cose passeggere della vita. Queste opere servivano a ricordare a chi le guardava che le ricchezze, la bellezza e il tempo su questa terra finiscono prima o poi per tutti. Ma perché Van Kessel ha deciso di inserire proprio le farfalle vicino al teschio e ai fiori? Lo ha fatto per lasciarci un doppio indizio. Da una parte, la farfalla ha una vita brevissima e delicata, vola via in un attimo esattamente come fa il tempo della nostra vita. Dall’altra parte però porta con sé una bellissima speranza legata alla metamorfosi: prima è un bruco che striscia a terra, poi sembra “morire” chiudendosi nel bozzolo e infine rinasce trasformandosi in una splendida creatura alata che vola verso il cielo. Così, mentre il teschio ci ricorda che il corpo fisico finisce e i fiori appassiscono, la farfalla rappresenta l’anima che supera la morte e rinasce a nuova vita.

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